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Ira (psicologia)
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Con i termini mwcaira, mwcqfuria, mwcgcollera o mwcwrabbia, si indica uno mwdastato psichico alterato, suscitato da elementi percepiti come minacce o provocazioni capaci di rimuovere i mwdqfreni inibitori che normalmente stemperano le scelte del soggetto coinvolto. L'iracondo prova una profonda avversione verso qualcosa o qualcuno e, in alcuni casi, anche verso se stesso.cite-ref-1[1]

L'ira coinvolge modificazioni fisiologiche, come l'aumento del mwewbattito cardiaco e della mwfapressione sanguigna, e un aumento dei livelli di mwfqadrenalina e mwfgnoradrenalinacite-ref-2[2]. Il comportamento d'ira è spesso caratterizzato da una qualche forma di mwgwviolenza, verbale o anche fisica. La reazione psicofisiologica dell'ira è presumibilmente correlata al comportamento di mwhaattacco o fugacite-ref-3[3], ed è quindi anche correlata con l'emozione della mwiqpaura e con il fenomeno psicologico dello mwigstress.

Contents

Storia
Note

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Etimologia

Lo stesso concetto viene reso in mwlalingua italiana con termini diversi: ira deriva dal mwlqlatino mwlgiracite-ref-4[4], furia dal verbo latino mwmwfurerecite-ref-5[5], collera dal mwoagreco antico χολέρα, mwoqbilecite-ref-6[6], in riferimento al temperamento mwpgcollerico, mentre rabbia dal latino mwpwrabiescite-ref-7[7]. Quest'ultimo termine è passato in italiano principalmente a indicare una malattia virale, la mwrarabbia, ma per traslato esso indica frequentemente anche lo stato psicologico qui descritto.

Storia

I filosofi dell'mwsaantica Grecia avanzavano generalmente un giudizio negativo nei confronti dell'ira. mwsqGaleno e mwsgSeneca la consideravano una sorta di follia. mwswAristotele invece, attribuiva un certo valore alla rabbia che sorge come una rivendicazione di giustizia a seguito di un torto subito.cite-ref-kemp-8-0[8]

Gli studi sulla natura della collera che attraversarono il mwuqMedioevo fino all'età moderna, si basavano per il resto sulla dottrina dei mwugquattro temperamenti individuali, considerandoli in genere come il risultato delle diverse qualità o mwuwumori presenti nelle persone. L'irascibilità o l'inclinazione alla collera, attribuita ad un eccesso di mwvabile gialla prodotta dal mwvqfegato, definiva in particolare il tipo mwvgcollericocite-ref-kemp-8-1[8] che per mwwwSeneca era caratteristico delle persone dai capelli rossi e dal viso rubicondo.cite-ref-kemp-8-2[8]cite-ref-9[9]

L'ira come cura

I meccanismi della collera non sono esclusivamente fisici: infatti anche l’ambiente sociale e l’educazione ricevuta influiscono sulla propensione al comportamento iroso. «Non è ancora chiaro fino a che punto si tratti di propensione innata. Recenti studi su gemelli omozigoti cresciuti in ambienti diversi dimostrano che questi possono presentare diversi gradi d’inclinazione all’ira.»cite-ref-giornaledipsicologiarabbia-10-0[10]

In passato diverse sono state le valutazioni sulle conseguenze di un comportamento collerico. Mentre un atteggiamento iroso veniva auspicato per i soldati resi così più efficienti per la guerra, l'ira poteva essere giudicata deleteria per l'ordine e la pace della comunità sociale e per questo considerata, ad esempio dalla dottrina cristiana, come uno dei sette vizi capitali. I medici del medioevo addirittura pensavano che poteva essere portatore di salute lo sfogo collerico. In particolare nell’XI secolo il medico musulmano Ibn Butlān credeva che siccome la collera sviluppava calore verso le estremità del corpo, ciò poteva giovare per dare nuovo vigore a coloro che fossero indeboliti dopo una lunga malattia e addirittura riteneva che l'ira fosse uno strumento per curare la paralisi.cite-ref-11[11]

Nel XIII secolo lo scienziato ed alchimista mwcaRuggero Bacone affermava che fra i vizi, il più innaturale e il più pericoloso era l’ira, l’unico vizio non legato alla voluttà, ma anche passione ambivalente, perché poteva essere considerata come giusta reazione ai soprusi. Sosteneva poi che i frequenti attacchi d'ira fossero salutari per rallentare il processo d'invecchiamento che si credeva dipendesse da un progressivo raffreddamento e rinsecchimento del corpo. L'ira quindi era manifestazione di spirito giovanile e vitale.cite-ref-12[12]cite-ref-13[13] Il medico valenciano Lluís Alcanyís, in un saggio sulla peste edito nel 1460, riferiva la storia di un dottore che aveva curato un paziente colpito da un’estrema debolezza facendolo arrabbiare ricordandogli i torti subiti in passato. Secondo l'autore, il paziente, dopo essersi adirato, riprese il vigore perduto.

All’inizio del Novecento, il padre della psicanalisi mwegSigmund Freud, colpito dall'atteggiamento di ira trattenuta rappresentato dalla statua del mwewMosè di Michelangelo, iniziò a trattare di quelle emozioni represse, come può essere l’ira, che potevano causare una gamma di sintomi fisici dal mal di testa ai disturbi intestinali.cite-ref-14[14] Sulla convinzione del potere curativo dello sfogo dell'ira, psicologi e psichiatri in mwgaGran Bretagna e negli mwgqStati Uniti cercarono di organizzare terapie indirizzate a scatenare la collera repressa accumulata dai loro pazienti. «Un esempio fu la “ventilation therapy” praticata nei centri per la disintossicazione Synanon in California nei tardi anni Cinquanta. Durante le sedute di gruppo i pazienti venivano incoraggiati a provocarsi a vicenda in modo da scavare sempre più a fondo nel loro dolore emotivo. Di solito non bisognava aspettare molto perché qualcuno perdesse il controllo e così si credeva iniziasse la guarigione.»cite-ref-giornaledipsicologiarabbia-10-1[10]

Altri esempi sono la “Terapia Primaria” di mwhwArthur Janov, nella quale i pazienti sono invitati a rivivere ed esprimere i "sentimenti repressi" e la comunità terapeutica creata da Ronald D. Laing a Kingsley Hall nel Regno Unito nei tardi anni Sessanta. «Secondo loro, uno scoppio d’ira era l’espressione dell’identità autentica di un individuo perché abbatteva quel falso sé che il paziente aveva costruito per gestire meglio la propria esistenza. Questi terapeuti credevano che la rabbia potesse riportare i pazienti in contatto con il loro vero io, liberandoli dalle forme di follia o tossicodipendenza che erano diventate il loro rifugio. In alcuni casi funzionava. Attualmente però si sa che scatenare attacchi d’ira non è curativo. Anzi, spesso ne stimola di ulteriori. Agli psicoterapeuti oggi non interessa innescare manifestazioni di rabbia, ma cercare di capire i motivi che inducono le persone ad averne. Infatti in taluni casi l’ira può derivare dalla repressione di altre emozioni che in una certa situazione ci mettono ancora più a disagio, come la paura.»cite-ref-giornaledipsicologiarabbia-10-2[10]

Descrizione

La presenza dell'ira appare manifesta in tratti fisici solitamente inconsapevoli: ciglia abbassate e contratte, labbra strette e tese, narici dilatate e occhi socchiusi avvertono della reazione distruttiva o autodistruttiva; queste sono caratteristiche genericamente simili a tutti gli esseri umani, anche di culture diverse, che fanno ritenere l'ira come un’emozione universale secondaria o meglio mwjgsovra-strutturata in quanto viene attivata conseguentemente ad un'altra emozione che può rimanere inconscia.

Neurobiologia

Per la mwkqneurobiologia, l'ira è una delle strategie cerebrali per affrontare la mwkgpaura dell'incertezza. Il processo dell'ira tende a farci sentire pienamente giustificati nella nostra percezione della realtà ed è sostenuto da cambiamenti fisiologici: i muscoli si tendono, aumenta il battito cardiaco, la pressione sanguigna, il ritmo respiratorio ed il cervello rilascia mwkwcatecolamine che stimolano azioni protettive immediate, mwlaadrenalina, mwlqnoradrenalina che innescano un eccitamento aggressivo focalizzante che permane a lungo.cite-ref-15[15]

«Dal punto di vista neurobiologico, l’ira origina un’attivazione delle regioni orbitali frontali, che sono coinvolte anche nei processi di avvicinamento sociale. Studi neuroanatomici indicano che nella collera intervengono, rafforzandosi e facendo anche da contrappeso fra loro, differenti regioni del cervello, inclusi i tessuti del sistema limbico tra cui l’amigdala, che scatenano l’ira. La corteccia prefrontale invece svolge una funzione regolatrice e moderatrice dell’impulso.»cite-ref-giornaledipsicologiarabbia-10-3[10]

Psicologia

L'ira è vista come una forma di reazione e/o risposta (emozione secondaria) da parte di una persona a situazioni sfavorevoli. In psicologia, sono riconosciuti tre tipi di ira:

• la prima forma, denominata "rabbia frettolosa ed improvvisa" da mwowJoseph Butler (un vescovo inglese del mwpaXVIII secolo), è collegata all'impulso di autoconservazione: condivisa da essere umano e mwpqanimale, si verifica quando il soggetto si ritiene tormentato o intrappolato;
• la seconda forma, chiamata "rabbia costante e deliberata", è una reazione alla percezione deliberata di subire un trattamento ingiusto oppure un mwpwdanno da altri soggetti. Come la prima forma, anche questa è episodica;
• la terza forma è invece disposizionale, legata più a tratti mwqqcaratteriali che ad mwqgistinto e cognizione. mwqwIrritabilità, mwravillania e mwrqscontrosità sono spesso presenti in quest'accezione.

Oppure anche quattro:

• da frustrazione, collera sorge dai limiti imposti dalla socializzazione
• da risentimento, collera provocata da una proiezione verso l'esterno della collera da frustrazione
• da sfida, collera caratteristica nei bimbi verso i due anni, di opposizione
• da indignazione, collera costruttiva per cambiare un'ingiustiziacite-ref-16[16]

Potenzialmente, l'ira è in grado di mobilitare risorse psicologiche positive tra cui: correzione di comportamenti sbagliati, promozione di un'mwuquguaglianza socialecite-ref-17[17] ed espressione di sentimenti negativi su controversie. D'altro canto l'ira può rivelarsi "distruttiva" quando non trova un adeguato sbocco di espressione; una persona irata può infatti perdere oggettività, mwvgempatia, mwvwprudenza e senso di mwwariflessione e causare danni ad altre persone o cose. Ira ed mwwqaggressività (fisica o verbale, indiretta o diretta) sono distinte, anche se possono influenzarsi a vicenda.

Sintomi

Una distinzione nella manifestazione dell'ira può essere fatta tra "ira passiva" ed "ira aggressiva": forme, queste, che hanno sintomi caratteristici.

Ira passiva

Può manifestarsi nei seguenti modi:

• Elusività: voltare le spalle agli altri, tirarsi indietro e diventare mwyafobico.
• Distacco: manifestare mwygindifferenza, immusonirsi o fare mwywsorrisi falsi.
• Finta riservatezza: evitare il contatto visivo, spettegolare, mwzqminacciare in modo anonimo.
• Autosacrificio: essere eccessivamente disponibili, accontentarsi di un ruolo secondario, rifiutare aiuto.
• Autobiasimo: scusarsi eccessivamente, autocriticarsi ed accettare ogni critica.

Ira aggressiva

Può manifestarsi nei seguenti modi:

• Distruttività: distruggere oggetti, ferire animali, rompere rapporti, abusare di mw2galcol o di mw2wdroga.
• mw3qVendetta: essere punitivi, rifiutare di mw3gperdonare, rievocare ricordi spiacevoli.
• mw4aBullismo: intimidire o perseguitare le persone, prendersi gioco di elementi deboli della mw4qsocietà.
• mw4wMinaccia: spaventare le persone, tenere comportamenti pericolosi.
• Esplosività: furia improvvisa, senso di mw5qfrustrazione, attacco indiscriminato.
• mw5wEgoismo: ignorare le esigenze altrui, negare l'aiuto a chi è in difficoltà.
• Sconsideratezza: tenere atteggiamenti pericolosi come guidare troppo velocemente e spendere mw6qdenaro incoscientemente.
• mw7qVandalismo: danneggiare opere ed oggetti, compiere atti di mw7gteppismo o mw7wpiromania. Comportamenti spesso associati al consumo di mw8aalcol e droghe.
• mw8gAutolesionismo: comportamento aggressivo rivolto verso se stessi

Note

cite-note-11. mw-qJoão Carlos Centurion Cabral, Patrice de Souza Tavares e Rosa Maria Martins de Almeida, mw-gmw-wReciprocal effects between dominance and anger: A systematic review, in mw-aNeuroscience & Biobehavioral Reviews, vol.mw-q 71, 2016, pp.mw-g 761-771, mw-wDOI:mwaqa10.1016/j.neubiorev.2016.10.021. mwaqeURL consultato il 30 marzo 2017.
cite-note-22. mwaqumwaqymwaqcAnger definition, in mwaqgMedicine.net. mwaqkURL consultato il 5 aprile 2008 mwaqo(archiviato dall'mwaqsurl originale il 23 gennaio 2014).
cite-note-33. Harris, W., Schoenfeld, C.D., Gwynne, P.W., Weissler, A.M.,mwaq8Circulatory and humoral responses to fear and anger, The Physiologist, 1964, 7, 155.
cite-note-44. citereftreccani-iramwarmmwarqira, in mwaruTreccani.it – mwaryVocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-55. citereftreccani-furiamwaromwarsfuria, in mwarwTreccani.it – mwar0Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-66. citereftreccani-colleramwasemwasicollera, in mwasmTreccani.it – mwasqVocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
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cite-note-1616. H.D.Johns, mwawgPaura collera nel quotidiano, 1999, trad. A.R.Vignati, Cittadella ed., ISBN 9788830805552
cite-note-1717. mwaw0Marcel Hénaff, mwaw4Figure della violenza: Ira, terrore, vendetta, LIT EDIZIONI

Bibliografia

• mwaxiLucio Anneo Seneca, mwaxm"mwaxqDe Ira", 39-40 d.c., In edizione Italiana mwaxuL'ira, BUR, 1998
• Adalberto Piovano,mwaxcIra, San Paolo edizioni, 2012

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) René Ostberg, wrath, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Ira, su Open Library, Internet Archive.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Ira, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.